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Coppa del Mondo 2014 - SPAGNA

Nonostante una qualificazione alquanto serena, i campioni del Mondo e d'Europa hanno perso parte del loro splendore prima di Brasile 2014.
Casillas
Spain lift the World Cup

La squadra di Vicente del Bosque proverà in Sud America a diventare il primo paese a conservare la Coppa del Mondo dopo più di mezzo secolo, con i padroni di casa che hanno completato quest'impresa nel 1962.

Ma restano alcuni quesiti in seguito all'ultimo cammino di qualificazione, chiuso senza sconfitte. Bisogna andare indietro nel tempo fino al 1993 nell'1-0 inflitto dalla Danimarca per registrare l'ultima sconfitta in una gara di qualificazione di Coppa del Mondo, quando gli obiettivi erano più difficili da raggiungere nel Gruppo I.

A conferma di questo c'è l'1-0 rifilato fuori casa alla Georgia nel match di apertura di Settembre 2012, dove una stoica formazione casalinga ha messo in difficoltà la collezione di meravigliosi talenti spagnola, spaventando le 'Furie Rosse' con un palo colpito da Aleksandr Amisulashvili, prima della rete decisiva segnata da Roberto Soldado a quattro minuti dalla fine.

Una tripletta dell'attaccante del Barcellona Pedro ha travolto la Bielorussia a Minsk nel roboante 4-0 finale per la Spagna, sempre qualificata ad ogni Coppa del Mondo dal mancato appuntamento di Germania 1974, prima che la squadra perdesse il suo slancio nei due pareggi successivi.

Olivier Giroud firmò poi il pareggio della Francia con un colpo di testa angolato in pieno recupero, annullando il vantaggio in apertura di Sergio Ramos e sigillando il punteggio finale di 1-1 a Madrid. E gli stessi rivali della Spagna hanno poi strappato il primo posto del girone a Marzo, quando Teemu Pukki ha pareggiato un altro goal del difensore Ramos, in quella che era la sua 100esima presenza internazionale, per portare a casa metà bottino da Gijon.

La leadership della Francia è poi stata annullata soltanto quattro giorni più tardi, quando Pedro ha segnato l'unico goal della partita allo Stade de France, prima di una sequenza vincente messa a segno dagli uomini di Del Bosque contro Finlandia, Bielorussia e Georgia.

L'attaccante del Manchester City Alvaro Negredo ha promosso la sua candidatura per un posto nella squadra di Del Bosque in Brasile, realizzando un goal in ciascuno di questi trionfi. Il successo di mezzo contro la Bielorussia è stato particolarmente sofferto ed al termine del match Del Bosque ha sottolineato i problemi avuti dall'interminabile sequenza di passaggi, tipica del gioco spagnolo, contro una difesa totalmente chiusa.

Nella seguente vittoria per 2-0 contro la Georgia, che estendeva a 30 partite l'imbattibilità della Spagna sul terreno di casa e prenotava il biglietto per il Brasile, Del Bosque ha modificato la sua usuale tattica, lanciando dal primo minuto Negredo come punta di riferimento, supportato dai due esterni d'attacco Pedro e Jesus Navas.

Il percorso della Spagna che ha dominato il mondo nel corso degli ultimi sei anni è stato costruito sul famoso tiki-taka, importato dal Barcellona, con registi di talento come Xavi e Iniesta, che ha deciso la finale della Coppa del Mondo contro l'Olanda nel 2010, abili tessitori di un gioco irresistibile per ogni avversario.

Pedro ha terminato il suo percorso di qualificazione come capocannoniere della Spagna con quattro goal all'attivo, con Negredo subito dopo a quota tre.

Molto spesso la Spagna ha giocato senza un vero e proprio centravanti come Negredo, con interpreti del calibro di David Silva e Cesc Fabregas calati nella parte del 'falso-nove'. Sarà quindi interessante capire se Del Bosque impiegherà l'approccio di gioco mostrato contro la Georgia anche nel prossimo torneo.

La Germania arriva in Brasile sicuramente come grande favorita, forte del nucleo di giocatori proveniente da quel Bayern Monaco che ha demolito il Barcellona, dal quale la Spagna attinge gran parte del suo gruppo, nel risultato aggregato di 7-0 della scorsa semifinale di Champions League. Mentre i padroni di casa del Brasile hanno la consapevolezza di aver già battuto la Spagna in finale di Confederations Cup.

Tra queste tradizionali sfide di superpotenze nazionali, la Spagna sarà desiderosa di dimostrare che è ancora la squadra migliore e che ha ancora sufficiente riserva per vincere.

Coppa del Mondo 2014 - FRANCIA

L'incredibile rimonta contro l'Ucraina ha dato alla Francia di Deschamps il Mondiale e la possibilità di segnare un cambiamento epocale.
DidierDeschamps
France coach Didier Deschamps

Dopo il secondo posto nel Gruppo I, dietro la Spagna campione del Mondo e due volte campione d'Europa, la Francia era completamente svuotata e la sconfitta a Kiev, nell'andata dei playoff contro l'Ucraina, sembrava una montagna davvero troppo dura da scalare.

Deschamps ha risposto però alle critiche con il cambiamento, lasciando fuori il disastroso Koscielny – autore del fallo da rigore su Kucher – e due pezzi grossi come Abidal e Nasri. In difesa si è affidato alla coppia centrale Sakho-Varane, con Pogba issato a centrocampo come nuovo perno di un nucleo giovane.

Il risultato è stata una dimostrazione di grinta e passione, che ha portato lo Stade de France a livelli di emozione simili a quelli della finale mondiale del 1998, vinta anche in quel caso per 3-0 contro il Brasile.

Il sogno dei tifosi francesi è quello di rivivere la gloria di quella Coppa del Mondo e questa squadra, con Sakho eroe a sorpresa ed un Benzema ritrovato, ha offerto uno stuzzicante assaggio di un'impresa che potrebbe essere possibile.

Adesso Deschamps è alle prese con un dilemma: dare la possibilità ai giovani di usare Brasile 2014 come un inestimabile processo di apprendimento per il loro prodigioso talento, o concedere un'ultima chance di redimersi alle stelle affermate, che hanno deluso ad Euro 2012 e addirittura imbarazzato al mondiale sudafricano?

Nei prossimi mesi potrebbe esserci spazio per altri giovani, come l'ala della Real Sociedad Griezmann, l'attaccante del Montpellier (in prestito dal Milan) M'Baye Niang ed il centrocampista del Rubin M'Vila, che torneranno disponibili dopo la squalifica della Federcalcio francese per essere scappati di notte dal ritiro dell'Under 21.

Anche i ragazzi che hanno trionfato al Mondiale Under 20 sono pronti a sbocciare, ma Deschamps ha anche una buona ragione per evitare cambiamenti troppo grossi.

Ribery rimane sempre il talismano della squadra e Nasri – nonostante la brutta prova di Kiev – è ancora una volta pronto a rilanciarsi dopo le ultime due stagioni difficili al Manchester City.

E poi ci sono Benzema e Giroud, che avranno tutta la voglia di rifarsi dopo aver segnato soltanto due reti a testa in nove partite di qualificazione.

Il Gruppo I, composto da Francia, Spagna ed altre tre squadre come Finlandia, Georgia e Bielorussia, è stato una sorta di playoff allungato, un'unica lotta a due tra i Galletti e la Roja.

Nel match d'andata a Madrid, la Francia si è comportata bene, trovando il meritato pari nel finale con un colpo di testa di Giroud e ponendo fine alla striscia di 25 vittorie consecutive in casa per gli spagnoli.

Successivamente anche la Finlandia è riuscita nell'impresa di un pari in terra iberica, ma nello scontro diretto di Parigi, nonostante la Francia abbia fatto la partita, è stata la Spagna a trionfare grazie al goal di Pedro.

Dopo un frustrante 0-0 in Georgia, la Francia – campione del Mondo nel '98 e finalista nel 2006 – ha chiuso il girone battendo Bielorussia e Finlandia.

Adesso, la questione principale è se Brasile 2014 vedrà finalmente la nascita di un nuovo ciclo vincente per la Francia.

Coppa del Mondo 2014 - STATI UNITI

Settima apparizione consecutiva ai Mondiali per gli Usa di Jurgen Klinsmann, tecnico di grande esperienza nel panorama internazionale.
United States
United States football team

Jurgen Klinsmann ha prima recitato un ruolo da protagonista nell'attacco della Germania, alzando la coppa nel 1990. Sedici anni dopo ha guidato come allenatore emergente una nazionale giovane e vivace fino alle semifinali nel Mondiale in terra tedesca.

L'ex Stoccarda, Inter e Tottenham ha chiuso la sua esperienza come allenatore di club con il Bayern Monaco quando non riuscì a concludere indenne l'annata 2008-2009.

Dopo due anni fuori dai giochi, il periodo di astinenza da ruolo di allenatore si conclude nel 2011 quando gli Stati Uniti lo chiamano a guidare la formazione nazionale. Il tecnico si impegna nel cambiare l'approccio e la mentalità del calcio statunitense per cercare di portarlo ad essere protagonista delle fasi finali della Coppa del Mondo.

Ma i risultati sono discordanti visto che inizialmente i giocatori fanno fatica ad assimilare il credo tattico di Klinsmann. Le preoccupazioni diventano reali quando all'inizio del secondo girone di qualificazione CONCACAF, gli Stati Uniti inciampano per la prima volta in una sconfitta.

Nonostante il primo posto nel girone di qualificazione preliminare la trasferta nel settembre 2012 a Kingston ha evideziato la fragilità della squadra. Un goal per tempo di Rodolph Austin e  Luton Shelton hanno ribaltato lo 0-1 provvisiorio di Clint Dempsey firmato al primo giro d'orologio, per il 2-1 finale.

La storia si ripete nell'ultimissa fase di qualificazione quando al vantaggio di Dempsey nello stadio di San Sula dell'Honduras viene ribaltato da una superba rovesciata di Juan Carlos Garcia e da un tap-in di Jerry Bengston che affossa così gli Stati Uniti.

La sconfitta ha particolarmente irritato Klinsmann che è stato duramente criticato per la decisione shock di escludere dal match il difensore e capitano Carlos Bocanegra, scelta fortemente contestata dai mass media.

La dimostrazione di carattere arriva però uando Jozy Altidore segna un goal decisivo, risolvendo così il match casalingo contro la Costa Rica sotto una bufera di neve.

Dopo il pareggio a reti inviolate allo stadio Azteca di Città del Messico, arriva l'esplosione di Altidore.  Accantonato da Klinsmann nel gruppo dei panchinari dopo la sconfitta contro la Giamaica, l'attaccante del Sunderland si rifà proprio nel match di ritorno aprendo le marcature. Il match finisce 2-1 per gli Stati Uniti grazie alla rete siglato nel finale da Brad Evans.

Altidore ripaga così la fiducia del suo allenatore segnato nei match vinti rispettivamente 2-0 e 1-0 contro Panama e Honduras.

Un infortunio a Michael Bradley nel pre-gara contro la Costa Rica influisce sulla sconfitta per 3-1 contro gli avversari, ma quattro giorni più tardi gli Stati Uniti si rifanno vincendo a Columbus 2-0 sul Messico e qualficandosi aritmeticamente ai Mondiali.

Con il 3-2 finale sul Panama la squadra di Klinsmann dà una mano al Messico che grazie al quel risultato approda ai playoff poi vinti contro la Nuova Zelanda.

La rinascita di Eddie Johnson - che ha sbloccato il match contro il Messico con un colpo di testa - e l'abilità nel sostituire il più grande goleador locale di tutti i tempi Landon Donovan con Mikkel Diskerud hanno ulteriormente dimostrato la capacità di implemetare cambiamenti sostanziali da parte di Jurgen Klinsmann.

Donovan è tornato in nazionale dopo un anno sabbatico autoimposto, recitando un ruolo importante con gli Stati Uniti portando con sè il record di 12 vittorie consecutive nella CONCACAF Gold Cup.

Il reintegro di Donovan assieme a un gruppo di giovani talenti proveniente dalla MLS e a giocatori di origine tedesca come il centrocampista dello Schalke Jerman Jones servirà agli Stati Uniti per rincorrere le amibizioni imposte da Klinsmann.

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